Sport e bambini: l’importanza dell’istruttore.

IMG_3795Quando parliamo di sport, è bene sapere a chi ci rivolgiamo.

Molte volte le società sportive nella promozione dei propri corsi e discipline puntano l’attenzione sulle certificazioni, i patentini, i livelli dell’allenatore ecc., tralasciando, a mio giudizio la cosa più importante e fondamentale: la conoscenza del mondo dell’infanzia.

Questo implica a noi istruttori, maestri, allenatori o a chiunque si rivolga ai giovani, di avere oltre le conoscenze tecniche, la conoscenza dei processi legati alla crescita fisica e psicologica del bambino, dalla nascita alla maturazione sessuale, almeno di base.

Inoltre, così come disposto dal CONI, in base alle fasce d’età, non si può procedere ad un insegnamento o allenamento specifico della disciplina ma bensì questa deve avvenire come proposta multilaterale e polivalente, per permettere all’allievo di sviluppare abilità e competenze senso-motorie a 360° e non concentrarsi su un singolo aspetto.

Particolare attenzione va poi data ai carichi di lavoro per non compromettere l’apparato muscolo-scheletrico. Per carico non mi riferisco ad eventuali pesi durante le lezioni (che sino ai 13 anni da evitare), ma soprattutto al numero di sedute! Per esempio “caricare” di lezioni un bambino 5 giorni su 7 anche con più discipline, è rischioso!

Quindi concludo permettendomi di dare un piccolo consiglio. Non è importante che tipo di disciplina scegliete, l’importante è che chi seguirà il vostro bambino o ragazzo, sappia riconoscere lo stato psico-fisico e sappia proporre un’attività motoria adeguata, non dimenticando che quello che spinge principalmente a praticare l’attività sportiva è il divertimento!